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Prodotto dal 1958, è il risultato dell'assemblaggio di uve da diversi vigneti della zona d'origine. È il vino che ha fatto la storia dell'azienda e che in tutto il mondo è sinonimo di qualità e tipicità.

 

Il 2022 passerà infatti agli annali come l’anno più secco e più caldo in Piemonte dal 1950. Nonostante questo, la vite coltivata sulle colline delle Langhe ha ancora una volta dimostrato la sua straordinaria capacità di sapersi adaFare alle condizioni climatiche anche più estreme.

Un andamento climatico alquanto anomalo lo si è visto fina dalla fine dell’autunno. Dopo una leggerissima nevicata in data tre dicembre, il resto dell’inverno è trascorso senza nessuna precipitazione ne piovosa, ne nevosa ed anche le temperature sono rimaste molto mite per tutta la stagione “fredda”. Anche per questo il germogliamento è stato anticipato di circa una settimana, intorno al giorno venti del mese di marzo. La primavera è continuata all’insegna del clima secco con una sola leggera pioggia di pochi millimetri il giorno due del mese di maggio. Le temperature dei mesi di aprile e maggio sono state in linea con le medie stagionali, mentre nel mese di giugno si sono registrate temperature massime al disopra della norma. Le alte temperature e la siccità prolungata hanno determinato un anticipo anche della fioritura del Nebbiolo, intorno alla metà di giugno. Lo stesso trend è continuato anche a luglio quando le condizioni di stress sono diventate apparenti in vigna: la massa fogliare più limitata del solito a causa del limitato sviluppo dei tralci secondari e grappoli più spargoli e leggeri con una decisa diminuzione della resa per ettaro. D’altra parte il clima molto secco ha limitato quasi del tutto l’influenza delle malattie fungine, riducendo drasticamente la necessità di trattamenti antiparassitari e anche il lavoro manuale e meccanico di contenimento della chioma fogliare è stato più facile del solito.

Particolare attenzione si è dovuta prestare a mantenere una sufficiente ombreggiatura fogliare sui grappoli cercando di limitare eventuali danni da eccessiva esposizione ai raggi solari. Insomma condizioni che stanno diventando abbastanza consuete negli ultimi 10-15 anni, ma che nel 2022 hanno raggiunto un picco ancora non visto prima. Possiamo comunque dire che il Nebbiolo ha dimostrato la sua sinergia con questo territorio adattandosi decisamente bene alla situazione.

La raccolta è iniziata a Barbaresco il 22 di settembre e si è ultimata il 3 di ottobre senza intoppi. Gli acini più piccoli del solito, hanno spostato il rapporto buccia/polpa a favore della prima ed il risultato è stata una carica tannica e di sostanza colorante migliore di quello che ci si aspettava dopo la difficile stagione estiva. La gradazione alcolica è alta, ma in linea con le annate recenti e, a vinificazione finita, la ricchezza aromatica è buona.

Possiamo dire che i Barbaresco dell’annata 2022, nonostante tutto, saranno vini di ottima bevibilità ed equilibrio e che garantiranno una buona capacità d’invecchiamento.

 

Varietà: 100% Nebbiolo
Vigneto: Vari nella zona d’origine del Barbaresco
Terreno: Argilloso-calcareo con venature sabbiose
Vinificazione: fermentazione in acciaio a 28°, 24 giorni sulle bucce, rimontaggi 2 volte al giorno, malolattica svolta.
Invecchiamento: in botti di rovere da 50 hl
Imbottigliamento: marzo
Abbinamenti: paste all’uovo e piatti di carni bianche e rosse.

BARBARESCO DOCG 2022 MAGNUM 1,5 LITRI

SKU: BB0022MGC
69,00€Prezzo
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